5 marche marsigliesi da seguire questa estate 

Lug 23, 2026 | Brands, Fashion, Style

La seconda edizione della Slow Fashion Week ha dimostrato brillantemente come Marsiglia rivendichi e meriti un ruolo di primo piano nel panorama della moda francese e internazionale. Più che un semplice evento, questa settimana fuori dagli schemi è tornata a fiorire grazie all’energia pura e ribelle dei talenti legati al collettivo Baga, ideatore del progetto. L’occasione perfetta per accendere i riflettori su alcune firme di questo collettivo e su etichette marsigliesi che, da vicino o da lontano, hanno animato le celebrazioni. Ecco una panoramica delle realtà provenzali da tenere d’occhio questa estate, sia che stiate per trascorrere le vacanze sulle coste del Mediterraneo, sia che rimaniate in città.

Captcha Lab: il freak show inclusivo che rivoluziona i codici

La co-fondatrice del collettivo Baga, Charlotte Denner, ha messo a segno un autentico colpo di teatro in questa seconda edizione, orchestrando un défilé degno delle più grandi maison dell’alta moda, nel cuore del prestigioso Museo di Belle Arti di Marsiglia. Con Cotyla, il nome della collezione, Captcha Lab ci proietta in un freak show dove ogni silhouette è stata concepita a quattro mani con la modella o il modello che la indossa. Un modo originale e creativo per celebrare la moda queer e veicolare un messaggio potente: qui il casting inclusivo si spoglia di qualsiasi retorica o calcolo di facciata per farsi manifesto profondo. Ogni passaggio sulla passerella racconta una storia, un’identità, traducendo un impegno autentico che la designer desidera radicare stabilmente nella città provenzale. 

Sul fronte look, l’atmosfera è squisitamente teatrale. La tavolozza cromatica esplora le sfumature della notte, muovendosi tra grigi intensi, blu profondi, neri assoluti e bianchi ottici, prendendo in prestito elementi visivi dall’immaginario circense. Dominano volumi per lo più coprenti, lasciando però che la pelle si sveli attraverso raffinati dettagli sensuali: l’attaccatura dei glutei, la curva di un fianco, una scollatura profonda o una schiena scoperta diventano dettagli di grande impatto. A completare questi outfit magnetici, una raffinata varietà di copricapi. A inizio anno, Charlotte Denner volava a New York per presentare un’altra delle sue collezioni. Un talento da seguire da vicino. 

Emma Bruschi: la poesia dei saperi ancestrali

Sempre nel contesto della Slow Fashion Week, Emma Bruschi ha presentato la sua collezione De grâce nell’atmosfera evocativa del Museo Provenzale di Château-Gombert, istituzione specializzata in etnografia. Le parole d’ordine per la stilista, figura di spicco del collettivo Baga: nobilitare i saperi ancestrali, l’artigianato d’arte e la memoria tessile per tessere un racconto comune e senza tempo. A distinguerla è soprattutto un’inedita esplorazione della paglia, lavorata con una finezza monumentale. Al di là delle molteplici tecniche artigianali di cui si appropria e che riabilita, quest’anno Emma ha firmato la sua prima opera, intitolata Savoir & Faire, objets et gestes d’autrefois: un progetto editoriale volto a radicare ancor più la sua ricerca nella realtà, trasmettendola al grande pubblico con il desiderio di far rivivere i gesti del passato. 

Goarz : l’upcycling in chiave armatura moderna

Abbiamo incontrato Emma, la mente creativa dietro il brand Goarz, durante la sfilata Salé Collections x Studio Paillette. È specializzata in gioielli upcycled e attinge a piene mani dall’estetica cruda e medievale della cotta di maglia. Il suo processo creativo si fonda essenzialmente sul principio della circolarità: recupera vecchi gioielli dimenticati per decostruire e forgiare nuove parure dal sapore contemporaneo. Nel corso della nostra conversazione ci ha svelato un dettaglio straordinariamente badass che riflette il suo spirito: raccoglie frammenti di parabrezza infranti per incastonarli nelle sue creazioni. È la prova suprema che, nell’universo della moda, nulla si perde e tutto si trasforma. Le sue creazioni – che spaziano da anelli massicci a choker materici – si impongono come i must-have moda dell’estate. 

Mermere: talismani marini ed ecosostenibili

Mermere è un altro marchio di gioielleria che sta facendo vibrare il sud della Francia. Dietro questo marchio, prediletto e indossato con orgoglio anche dalla make-up artist Garance Murru (firma del glam look per lo show Salé Collections x Studio Paillette), troviamo Noé: cresciuto a Marsiglia, al ritmo delle onde del Mediterraneo. I suoi genitori, entrambi istruttori di sub, gli hanno trasmesso un amore viscerale per l’universo sottomarino. La quotidianità in questa città portuaria, unita ai ricordi d’infanzia legati alle estati nell’isola di Porquerolles, ha plasmato in profondità il suo immaginario estetico. Per Noé, i gioielli Mermere sono talismani da custodire sulla pelle, concepiti per rivelare la luce di un mondo sommerso che si spera ideale, possibile e ottimista. 

Al di là della poesia visiva, il marchio si distingue per il rigore etico ineccepibile. Ogni pezzo viene realizzato esclusivamente su ordinazione per evitare la sovrapproduzione, impiegando metalli preziosi riciclati provenienti da vecchi gioielli rivalorizzati. Per l’approvvigionamento delle pietre preziose, Mermere si affida unicamente a un membro certificato dal Responsible Jewellery Council, garantendo tracciabilità totale e trasparenza assoluta lungo l’intera filiera produttiva. 

La Crique Beauty: il sole della Provenza in un flacone

Oltre ai tessuti e ai metalli preziosi, Marsiglia custodisce straordinari talenti creativi anche nell’universo dell’alta cosmetica. La Crique Beauty è una linea di make-up interamente concepita a Marsiglia, nata per racchiudere nei suoi flaconi l’intensità e il calore della luce provenzale. Il marchio propone prodotti naturali formulati per essere applicati intuitivamente con i polpastrelli, magari dopo un pomeriggio di assoluto relax tra le Calanques.

Il marchio punta su formule clean e vegane, composte per almeno il 98% da ingredienti di origine naturale. Si tratta di un make-up ibrido, infuso con attivi celebri per le loro proprietà skincare, capaci di donare idratazione e protezione all’epidermide grazie alla presenza di acido ialuronico, vitamina C, estratto di calendula e olio di fico d’India. Ogni creazione è immaginata nel cuore della Provenza: in una logica di filiera corta e di sostegno al territorio, la produzione è affidata a un rinomato laboratorio francese, celebre per i suoi standard rigorosissimi in materia di formulazioni naturali. Il perfetto glow del Sud, senza alcun compromesso. 

Articolo di Julie Boone.