Il bikini in città, modalità d’uso

Giu 23, 2026 | Brands, Fashion, Lifestyle

Il reggiseno a vista non si nasconde più: si mostra fiero, evidente, e si impone come il vero pezzo forte delle ultime stagioni. Che spunti con audacia da un top in stile Lila Villeneuve, che sia stampato direttamente sulla t-shirt come da Vaquera, o che diventi l’assoluto protagonista del look come top unico da The Attico, l’underwear ha conquistato lo spazio pubblico. Non è semplice tendenza: è il manifesto di una femminilità consapevole che rifiuta di nascondersi, una vera dichiarazione d’intenti. Allora, con l’avvicinarsi dell’estate, perché non declinare questo atteggiamento ribelle sul tradizionale bikini?

Dalla spiaggia al marciapiede: il costume come manifesto

Una volta lasciata la spiaggia, il costume da bagno si emancipa dalla sabbia e conquista l’asfalto, trasformandosi in un outfit a sé stante. La strada più semplice? Annodare un pareo sopra il bikini come facevano le nostre mamme e le nostre nonne. Ma la vera audacia? Giocare la carta del vedo non vedo con trasparenze e pizzi, puntare su tonalità neon e riflessi metallici.

Se avevamo già adottato — senza nemmeno rendercene conto — il combo “costume-città” in estate, festival e rave party spingono la tendenza ancora più in là. Qui le barriere cadono e le convenzioni vestimentarie volano in frantumi. È l’occasione perfetta per mixare il comfort di uno short oversize con la sensualità di un top a triangolo con spalline sottili. Il vantaggio è che si può pendere il sole in terrazza o davanti a un sound-system senza l’antiestetica abbronzatura da ciclista.

Ma c’è di più. Poiché il reggiseno ha aperto la strada a sovrapposizioni inedite, il costume da bagno sperimenta stratificazioni radicalmente nuove: ormai si indossa sopra i vestiti, come capo d’abbigliamento autonomo. È esattamente questa la visione del brand parigino Serica, un’origine che travalica il semplice marketing visto che tutti i capi nascono artigianalmente in un atelier del XX arrondissement. La griffe reinterpreta la classica canotta in cotone bianco sovrapponendovi un bikini coordinato, impreziosito da un dettaglio bijoux in stile piercing. Un’accoppiata che profuma d’estate e ribalta, con naturalezza assoluta, i codici del guardaroba tradizionale.

Marchi emergenti sui quali puntare quest’estate

Per adottare la tendenza senza commettere passi falsi, occhi puntati su due realtà che stanno ridefinendo lo swimwear, sia sulla sabbia che sull’asfalto urbano:

Serica: il brand ideale per chi vuole fare il grande passo ma ha ancora dubbi sullo styling. Il loro top 2-in-1 pre-assemblato è accessibile in termini di prezzo e di stile. Inoltre Serica è una realtà parigina emergente ed eco-responsabile che realizza le sue collezioni in upcycling a partire da scarti di tessuto. Una buona azione che non passa inosservata.

Cornelia Swimwear: il brand dalla content creator Chiara. Questo brand naviga tra le ispirazioni surfistiche di Biarritz e l’esotismo di Bali, mantenendo un DNA indubbiamente parigino. La nuova collezione e i modelli di bralette, più coprenti sul décolleté, sono una rivelazione. Perfetti scivolati sotto una camicia da uomo lasciata aperta, oppure abbinati a una gonna midi e a un paio di décolleté a punta per una silhouette da sera. Eleganza e movimento, in un unico gesto.

Bikini in città: l’ultimo simbolo di emancipazione?

La storia, in fondo, non fa che ripetersi. Sconvolgendo le convenzioni, il bikini ritrova la sua anima rivoluzionaria. Presentato per la prima volta nel 1946, il due pezzi fu giudicato troppo scandaloso e bandito dalla maggior parte delle spiagge europee. Bisognò attendere gli anni Cinquanta e l’audacia di Brigitte Bardot perché diventasse popolare, scardinasse la morale del tempo e finisse per entrare definitivamente nei costumi sociali.

Oggi, il bikini si reinventa. Declina i suoi colori e le sue forme sulle spiagge di tutto il mondo senza scioccare nessuno. Eppure rimane ancora confinato al litorale, sottomesso a una frontiera invisibile. Invitandosi in pieno centro città—tra i tavolini dei caffè e le carrozze della metropolitana—il costume da bagno fa, inevitabilmente, l’effetto di una bomba. La prova definitiva che quattro pezzi di tessuto hanno ancora il potere di far tremare le convenzioni.

Articolo di Julie Boone