Parigi è diventata definitivamente la capitale del vintage? Tra i celebri mercatini sparsi ai quattro angoli della città, le aste della storica istituzione Hôtel Drouot e i pop-up vintage che attirano curiosi il weekend nel Marais, la città si afferma come un paradiso per gli amanti della seconda mano e dei pezzi d’archivio. Curiosamente, dietro molte delle realtà più interessanti del momento ci sono donne imprenditrici, curatrici e creative che stanno ridefinendo il modo di acquistare e vivere la moda second-hand. Ecco una guida ai negozietti e ai concept store da (ri)scoprire nel mese di giugno.
Serica archive: il pop-up preferito della tua influencer preferita
Serica Archive, fondato nel giugno 2025 da Marianne Kapusta — diplomata all’Istituto Marangoni e passata dallo studio creativo di JW Anderson — propone un guardaroba contemporaneo e responsabile. La sua filosofia: un rigoroso lavoro di upcycling e una selezione estremamente accurata di capi vintage.


Per la stagione estiva, il brand si è installato in una luminosa boutique nel cuore del Marais. Il pop-up propone una selezione curatissima di pezzi unici e capsule esclusive interamente confezionate a Parigi a partire da deadstock d’alta moda. L’ultima ossessione della fondatrice? Un turchese vibrante e magnetico che attraversa una selezione Y2K altamente desiderabile, dove convivono i mesh top grafici di Cop Copine e marchi di culto come Kiko Kostadinov e Acne Studios. Il tutto a prezzi sorprendentemente accessibili.
Pop-up al 4 rue du Forez, Parigi 3°.
Bimbo: lo showroom ultra-confidenziale dell’11° arrondissement
Moquette rosa, selezione ricercata di riviste, libri di moda rari e il delicato profumo del Palo Santo che si diffonde dal camerino. Benvenuti da Bimbo. Questo showroom, situato al 31 avenue de Parmentier, è accessibile esclusivamente su appuntamento. Uno spazio pensato per rallentare il tempo, dove scambiare idee, lasciarsi ispirare e curiosare liberamente tra archivi e dove ogni elemento sembra essere lì per un motivo preciso. Recentemente l’influencer @Maoui2saintdenis vi ha organizzato il proprio vide-dressing.


Le fondatrici propongono il meglio del lusso più sovversivo: Marc Jacobs vintage, pezzi iconici di Jean-Paul Gaultier e una selezione di outfit unici realizzati con materiali pregiati. Il luogo ideale per trovare il pezzo perfetto per un’occasione speciale o semplicemente per lasciarsi tentare da un fashion crush.
Acid Violette: il quartier generale Y2K
Da quattro anni Acid Violette e la sua iconica vetrina lilla fanno parte del panorama vintage parigino. Situata in rue de Méricourt, a due passi dalla Place de la République, questa boutique è diventata il punto di riferimento per i nostalgici degli anni 2000. Definirlo un semplice negozio vintage non gli renderebbe giustizia: Acid Violette è una macchina del tempo che riunisce e riattualizza tutti i codici estetici della baddie dei primi Duemila: top ricoperti di paillettes, gonne asimmetriche con stampe floreali psichedeliche e jeans a vita bassa impreziositi da strass.

L’intero guardaroba sembra uscito da un videoclip R’n’B dell’epoca d’oro di MTV. Oltre ai prezzi particolarmente accessibili, Acid Violette fidelizza la propria community grazie a svendite organizzate regolarmente nei weekend. E in questo mese di giugno arriva l’attesissimo pop-up del marchio Cornélia Swimwear, con una linea di costumi da bagno immaginata dall’influencer @chiaramrrr. Bisogna affrettarsi: sarà aperto fino al fino al 21 giugno!
Frusques: un ritorno alle origini alle Puces de Saint-Ouen
Per questa quarta tappa ci allontaniamo leggermente dal centro di Parigi per tornare li dove il vintage è nato: il leggendario mercatino delle pulci di Saint-Ouen. Nel cuore del Marché Dauphine, allo Stand 86, si trova Frusques. Dietro il progetto c’è Laura, ricercatrice tessile specializzata dagli degli anni 2000 e 2010. Ogni settimana il suo stand si rinnova con nuovi arrivi, rendendo ogni visita diversa dalla precedente.

Uno dei punti di forza di Frusques è il suo spirito collettivo: Laura condivide lo spazio con altri rivenditori appassionati, tra cui @chineuz2bling. Il risultato? Una quantità impressionante di gioielli rétro, cinture a catena e accessori per capelli praticamente introvabili altrove, perfetti per dare carattere anche al look più minimalista.
Hemricourt: il marchio ibrido tra nuovo e vintage
Conosciuto inizialmente per le sue creazioni in denim e pelle e per un’estetica ispirata al workwear, il marchio Hemricourt ha recentemente annunciato l’introduzione di capi vintage all’interno delle proprie collezioni. Una scelta naturale pensata per aggiungere una nuova anima ai grandi classici del guardaroba contemporaneo.


Questa è la visione di Sarah, fondatrice del brand. Formatasi alla prestigiosa scuola La Cambre di Bruxelles, ha perfezionato il proprio know-how presso le grandi Maison parigine come Lanvin, Cacharel e Kenzo, prima di lanciare il suo marchio nel 2021. Il suo manifesto: coniugare precisione del tailoring e silhouette utilitarie. L’integrazione di pezzi vintage rimescola oggi le carte della collezione permanente. Mettendo in dialogo il nuovo e l’usato, Sarah rinnova il guardaroba e ne propone una lettura più libera e contemporanea. Per celebrare questa nuova direzione, Hemricourt ha aperto un pop-up a Parigi nel mese di maggio, mentre l’intera collezione resta disponibile sul sito ufficiale.
Dietro questi indirizzi non si nasconde soltanto una passione per il vintage, ma anche una nuova generazione di imprenditrici, curatrici e creative che stanno trasformando il mercato del second hand. Coincidenza o nuovo fenomeno? Se il vintage parigino ha oggi un volto, sembra sempre più spesso essere femminile.
Articolo di Julie Boone.








