Dopo l’edizione 2025 tenutasi a Bruxelles, la Modest Fashion Week approda a Parigi, e non solo perché fa chic. Qui non si tratta di una nicchia regionale, ma di un movimento globale che attraversa i continenti e ridefinisce il modo in cui viene concepita la moda femminile. Dalla Serbia alla Nigeria, passando per Francia e Stati Uniti, la modest fashion supera confini e culture. Afferma che eleganza e pudore possono convivere e che esiste uno stile per chi desidera coprirsi senza rinunciare alla propria passione per la moda.
Che cos’è la modest fashion?
Sotto lo slogan Beauty in Modesty, la modest fashion si definisce prima di tutto come l’unione tra femminilità e sobrietà. La moda modesta permette alle donne di esprimere la propria femminilità attraverso abiti coprenti e raffinati. I capi sono pensati per essere ampi, lunghi e coprenti, ma mai spenti: ogni creazione costruisce un’identità forte attraverso texture, colori e motivi.
Ogni creazione punta a creare un’identità forte attraverso texture, colori e motivi. E, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si rivolge esclusivamente alle donne musulmane. A seconda del contesto culturale e del paese d’origine, le declinazioni sono molteplici: dai motivi floreali raffinati alle abaya reinterpretate, dai drappeggi asimmetrici ai cappotti impreziositi da ricami iridescenti.



La modest fashion non è strettamente sinonimo di scelta religiosa: è la risposta a un crescente bisogno di diversità e rappresentazione nel mondo della moda. Dietro queste etichette “modeste” troviamo soprattutto donne, spesso razzializzate, che contribuiscono a ridefinire i codici dell’industria. Questo stile assume cosi una dimensione politica, non attraverso un attivismo esplicito, ma rivendicando uno spazio creativo a lungo trascurato dai circuiti tradizionali. Giocando con le proporzioni, i capi ampi offrono inoltre un’alternativa inclusiva, capace di adattarsi a tutte le morfologie.
La modest fashion mette così in discussione i modelli di rappresentazione femminile e spinge le case di moda — in particolare quelle occidentali — a ripensare i propri standard, con un’attenzione particolare alla diversità dei corpi e alla pluralità delle influenze culturali.
Dietro le quinte della Modest Fashion Week
Dal 16 al 18 aprile, l’Hôtel Le Marois ospita la prima edizione parigina della Modest Fashion Week. Tre giornate intense, ricche di contenuti, con i in inglese sull’intelligenza artificiale e sul futuro della modest fashion, sfilate organizzate per fasce orarie che indicano il paese d’origine di ogni marchio e uno showroom finale che permette a buyer e stampa di incontrare gli stilisti ed effettuare ordini.


Un programma volutamente internazionale le cui intenzioni sono chiare: la modest fashion è globale. I partecipanti arrivano da Francia, Turchia, Russia, Qatar, Nigeria e Indonesia, a testimonianza della diversità dei talenti e a ricordare alle Big Four che l’apertura culturale resta un processo in continua evoluzione. Il formato concentrato, a differenza delle settimane alternative come la Slow Fashion Week di Marsiglia, facilita la presenza dei media tradizionali e garantisce visibilità immediata a designer ancora troppo spesso poco rappresentati. I talk inseriscono la modest fashion in un’epoca in pieno cambiamento, dimostrando come questo movimento possa diventare uno spazio di riflessione sulla condizione femminile, sulla percezione del corpo e, più in generale, sulla società nel suo insieme.
Nomi già promettenti
Il marchio indonesiano Nada Puspita gioca con i motivi floreali e le linee fluide per creare un’estetica delicata di ispirazione primaverile da indossare tutto l’anno. Soutoura, marchio francese specializzato in abaya, reinterpreta i codici tradizionali con chiusure a lacci ispirate alla giacca adidas New Chinese. Roqaia Fashion House, con sede in Kuwait, adotta uno stile “quiet luxury” consapevole, capace di sedurre una clientela più occidentale pur parlando alle donne del Golfo. Il brand americano Summer Evenings lavora su drappeggi, colori pastello e asimmetrie, proponendo abaya in chiave contemporanea che conquisteranno le nuove generazioni.


La Modest Fashion Week di Parigi ricorda che la moda non si limita ai dettami imposti dalle grandi case di moda e che, fuori dal mondo patinato del lusso, un movimento globale sta ripensando la femminilità, promuovendo l’inclusività e offrendo ai designer uno spazio creativo senza precedenti. Accogliendo questo evento, Parigi conferma il suo ruolo di capitale aperta.
Articolo di Julie Boone.








