Mentre il termometro non accenna a scendere e l’estate raggiunge temperature record, un ospite inatteso si impone come la vera star della stagione: il ventaglio. Ecco come un oggetto d’altri tempi è uscito dalle borse delle nonne per unire sopravvivenza climatica e tendenza fashion.
In prima fila: il ventaglio salva la Fashion Week

Nonostante il caldo estremo che si è abbattuto sull’Europa nelle ultime settimane, il calendario della moda non ha rallentato il suo ritmo. Come risposta squisitamente fashion a questa afa implacabile, nel front row della Fashion Week il ventaglio si è imposto — in modo tanto inaspettato quanto coerente — come l’accessorio più desiderato, fotografato e conteso della settimana.
Maison di alta moda come Dior, Ami e Amiri hanno dovuto adattare la loro scenografia alle temperature record. I guest hanno così trovato una raffinata sorpresa ad attenderli: delicatamente adagiato su ogni seduta, un ventaglio d’autore si è rivelato il gesto tanto premuroso, quanto chic, per consentire di sventolarsi con estrema eleganza nell’attesa del défilé.
L’arte del segreto e del gossip



Se la sua funzione principale resta naturalmente quella di rinfrescare chi lo agita, il ventaglio ritrova oggi soprattutto il proprio valore sociale e simbolico. È lo strumento perfetto della messa in scena, un’estensione del corpo capace di raccontare molto su chi lo maneggia. Durante una sfilata, dove ogni gesto viene catturato dagli smartphone e dagli obiettivi dei fotografi, il ventaglio torna a essere ciò che era già alla corte di Versailles o nei salotti dell’Ottocento: uno scudo sociale.
Una sorta di filtro per la privacy, ideale per celare uno sguardo stanco o un’occhiata al cielo fin troppo eloquente, ma soprattutto per coprire le labbra mentre si sussurra un pettegolezzo al vicino di posto. Una critica sulla collezione? Un commento tagliente sull’influencer seduta di fronte? Basta un colpo secco di polso, il ventaglio si apre e la conversazione diventa immediatamente cifrata, al riparo dagli occhi indiscreti.
Ancora meglio, il ventaglio reintroduce quella gestualità teatrale che mancava terribilmente nell’era digitale: aprirlo con un gesto secco per manifestare noia, richiuderlo di scatto per esprimere irritazione oppure sventolarlo davanti al viso per isolarsi dal mondo.
Un’eterna fonte d’ispirazione per i designer
Più che un semplice alleato contro l’afa, il ventaglio è un’eterna ossessione per i creativi. Questo revival non è che l’ultimo capitolo di una lunga storia d’amore con la moda, quando l’accessorio ha smesso di essere un dettaglio funzionale per conquistare le passerelle.
Basti pensare alla memorabile collezione Primavera-Estate 2007 di Dior firmata John Galliano. Lo stilista britannico ne stravolse i codici trasformandolo in sculture monumentali da indossare sul capo. Qualche anno più tardi, Marc Jacobs ne faceva un’estensione letterale del look nella collezione Primavera-Estate 2011 di Louis Vuitton: un feticcio di pizzo e trasparenze capace di fondersi completamente con gli abiti in passerella.
Se oggi il ventaglio si è imposto come l’oggetto più desiderato dell’estate contro il caldo record, il merito va al suo perfetto equilibrio tra funzionalità e fascino couture. È il compagno ideale da infilare in borsa prima di uscire: un must-have quotidiano ultra-compatto e indispensabile, proprio come un paio di occhiali da sole oversize o il tubetto di crema solare.
Un accessorio antico quanto il mondo, oggi più attuale che mai, che dimostra come, per affrontare il riscaldamento climatico con stile, a volte sia sufficiente guardare al passato.
Articolo di Julie Boone.








