Nuova apertura Vans nel Marais: uno spazio tutto da scoprire

Gen 27, 2026 | Brands, Fashion, Footwear, Lifestyle

Dopo oltre un anno di assenza e la chiusura della storica boutique a due passi dal Centre Pompidou, Vans torna con uno store nel cuore del Marais. Al 14 di rue du Temple, il brand californiano non si limita a inaugurare un nuovo punto vendita: riafferma la propria visione attraverso uno spazio concepito come un vero e proprio hub culturale. Un riposizionamento deciso, celebrato con un evento di apertura all’altezza della situazione: una line-up musicale degna dei migliori festival parigini – Little Simz, OKLOU, Andy4000 – ha segnato l’inizio di questa nuova avventura. Visitiamolo insieme.

Uno spazio pensato per la community Vans 

Sulla scia di quanto già visto a Londra, Vans propone un concept ibrido anche a Parigi. Ai 130 m² della boutique si aggiunge un ampio cortile interno, più simile a un loft newyorkese che a uno spazio commerciale tradizionale. Uno spazio grezzo e modulare, pensato per ospitare eventi, performance e attivazioni, sia pubbliche che private. L’ambizione del brand si è concretizzata già durante la serata di inaugurazione: photobooth, corner Food & Drink e una folla di volti noti del mondo moda riuniti in piena Fashion Week Uomo. Lo spazio si è imposto da subito come un nuovo punto di riferimento per la scena creativa parigina.

Anche l’acustica, particolarmente curata, lascia immaginare concerti intimi e DJ set. C’è già chi scommette che il 14 di rue du Temple diventerà una delle tappe più ambite della prossima Festa della musica! Una scommessa che alcuni, da SNSP, sembrano pronti ad accettare.

Una programmazione musicale come manifesto

Anche la selezione delle artiste invitate all’inaugurazione è tutt’altro che casuale: un casting 100% femminile, eclettico, selezionato con cura, che riflette la volontà del brand di parlare a una nuova generazione, più diversificata e consapevole. Little Simz, OKLOU, Andy4000: voci originali, capaci di attrarre un pubblico fresco e contemporaneo.

Un’intenzione che trova conferma nell’annuncio della collaborazione esclusiva con SZA, artista e direttrice creativa di Vans. Il 22 gennaio, la cantante ha presentato in anteprima il suo modello presso il nuovo store del Marais, incontrando i fan per un momento di condivisione autentico, in perfetto stile flagship.

Un marchio storico che parla al presente

Se Vans continua a puntare sui suoi modelli iconici come le Old Skool, le Authentic e leSlip-On, si prepara anche ad esplorare nuovi orizzonti attraverso colori audaci, mix di materiali e collaborazioni d’eccezione, come quella con il compianto Valentino Garavani, confermando la sua volontà di dialogare con l’alta moda. Il brand cavalca anche il trend delle sneakers con suola sottile, recentemente rilanciato da Miu Miu e sempre più apprezzato da una clientela in cerca di silhouette più minimaliste e discrete.

La collaborazione con SZA si inserisce in un movimento più ampio, che vede gli artisti assumere un ruolo centrale nei brand. Da A$AP Rocky per Puma a Jaden Smith per Louboutin, il confine tra musica, arte e moda è sempre più sottile. Per Vans, l’obiettivo è chiaro: parlare ai fan della cantante, numerosissimi all’evento parigino, e far entrare il brand nel loro immaginario culturale.

Durante la sfilata Louis Vuitton AI26, SZA ha svelato un modello disegnato insieme alla designer  Rachel Goatley, decorato con gioielli di ispirazione bucolica. Insieme, le due creative hanno sviluppato anche quattro modelli impreziositi con inserti gioiello: un approccio quasi da alta gioielleria, insolito per Vans, ma perfettamente coerente con la sua voglia di innovare senza rinnegare il suo DNA.

Con questo nuovo negozio nel Marais, Vans non si limita a riaprire in uno dei quartieri più trendy della capitale, ma segna il suo ritorno sulla scena culturale. Puntando sulla community, sulla musica e su collaborazioni artistiche forti, dimostra di avere ancora molto da raccontare e, soprattutto, che una griffe nata negli anni ‘60 può parlare alle nuove generazioni, senza dare l’impressione di rincorrerle.

Articolo di Julie Boone