Pieter Mulier lascia Alaïa: ritorno su una rinascita decisiva della Maison

Feb 12, 2026 | Brands, Fashion

Sembrava che il gioco delle sedie musicali nella moda fosse finito. Eppure, l’anno si è chiuso con una svolta inattesa nel settore: prima l’addio di Dario Vitale a Versace, poi quello di Pieter Mulier, che ha lasciato Alaïa. Una notizia tanto più rilevante se si considera che lo stilista belga è stato appena nominato alla guida creativa della griffe milanese, oggi sotto l’egida del gruppo Prada. Nel frattempo, il nome di Olivier Rousteing circola già come possibile successore in rue de Moussy, ma per ora mancano conferme ufficiali. Chi prenderà le redini di Alaïa? E che volto avrà il nuovo Versace sotto la direzione di Mulier? Domande ancora aperte. Ma un punto è certo: in soli quattro anni, Pieter Mulier è riuscito a rendere Alaïa nuovamente desiderabile, affrontando con successo la sfida del riposizionamento senza tradire l’eredità della Maison. Ecco come.

Una nomina strategica per la Maison

Quattro anni dopo la scomparsa di Azzedine Alaïa, nel 2021 Pieter Mulier viene nominato direttore creativo di Alaïa. Un momento delicato per una Maison fondata nel 1964 e legata a una visione del corpo femminile tanto precisa quanto radicale. La missione di Peter è chiara: far vivere questo patrimonio senza trasformarlo in reliquia, restituendo al marchio una risonanza culturale e commerciale su scala globale.

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Come dichiarò la direttrice generale Myriam Serrano al momento della nomina, si trattava di accompagnare «il rinnovamento creativo di Alaïa, onorando il suo lascito e rafforzando la pertinenza, la fiducia e il riconoscimento internazionale della Maison». Un incarico audace affidato a uno stilista ancora poco noto al grande pubblico, ma con solide basi creative.

L’erede spirituale di Raf Simons

Pieter Mulier ha costruito il proprio percorso dietro le quinte delle grandi Maison. Dopo le esperienze da Jil Sander, Dior e Calvin Klein, si è affermato come parte di una generazione di stilisti formati al rigore concettuale e all’esigenza formale. Stretto collaboratore e amico di Raf Simons, condivide con lui una visione intellettuale della moda, nutrita da arte e architettura contemporanea. 

È anche per questo che la sua nomina a Versace, oggi appartenente al gruppo Prada, alimenta le speculazioni: un possibile ricongiungimento creativo con Simons non lascia indifferenti.

Il corpo femminile come terreno di sperimentazione

Da Alaïa, Pieter Mulier si impone come uno scultore moderno. Fedele allo spirito del fondatore, mette il corpo femminile al centro del suo lavoro, senza mai costringerlo. Volumi architettonici, tagli precisi, trasparenze: ogni silhouette svela e avvolge, dando vita a figure potenti, quasi fuori dal tempo.

@izzipoopi
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Il cappuccio diventa presto uno dei suoi elementi distintivi, reinterpretato come estensione naturale della figura, integrato in abiti e cappotti. Lontano da ogni tributo nostalgico, Mulier propone una lettura radicalmente contemporanea di Alaïa.

Pieter Mulier: l’artefice del rinnovamento commerciale

Se la critica ha accolto positivamente il suo lavoro, il successo di Pieter Mulier si misura anche in cifre. Con lui, la popolarità di Alaïa esplode, grazie a pezzi diventati virali. La borsa Teckel si afferma rapidamente come must-have. Le ballerine in rete o tempestate di strass invadono i social e i red carpet, calzate da celebrità e imitate da brand di ogni fascia, dalla couture al fast fashion.

@maisonalaia par @katjarahlwes
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@maisonalaia par @katjarahlwes

Il suo talento nel creare oggetti iconici senza mai tradire il linguaggio creativo ha proiettato il marchio in una dinamica rara: un brand di nicchia, ma allo stesso tempo estremamente desiderabile, dove la visione artistica incontra la forza della viralità.

Un’eredità ravvivata, non reinterpretata

Attualizzando i codici originari della Maison senza imprigionarli nel passato, Pieter Mulier ha offerto una nuova lettura dell’opera di Azzedine Alaïa, accessibile anche alle generazioni che ne conoscevano solo gli archivi. Un’eredità ravvivata, non semplicemente reinterpretata. Riuscirà a compiere la stessa magia da Versace? La risposta a breve.

Articulo de Julie Boone.