Lingerie etica: anche il sexy può essere responsabile

Feb 2, 2026 | Brands, Culture, Fashion, Style

L’intimo consapevole sta vivendo oggi una fase decisiva. In un’epoca in cui Savage Fenty è finita nel mirino per le condizioni di lavoro e Victoria’s Secret fatica ancora a scrollarsi di dosso l’ombra del suo passato, sono sempre più le consumatrici che si interrogano su ciò che indossano a contatto diretto con la pelle. Alcuni brand indipendenti offrono un’alternativa concreta alla fast fashion, dimostrando che etica, creatività e sensualità possono convivere senza compromessi.

Cou Cou Intimates: l’intimo in puro cotone 

« Made by women for women »

@chrisspychickn

La fondatrice di Cou Cou Intimates, Rose Colcord, ha scelto di mettere il cotone al centro delle sue creazioni. Una decisione all’apparenza banale, ma che prende le distanze dall’immaginario della mutandina basica. Qui il cotone abbraccia il corpo, ne valorizza le forme e reinterpreta la sensualità in chiave naturale. Un gesto chiaro contro l’invasione della plastica a contatto con le zone più delicate. Una presa di posizione evidente da parte del marchio, determinato a sfidare le statistiche: il cotone rappresenta solo il 2% dell’attuale produzione mondiale di lingerie. I prodotti Cou Cou Intimates sono più sostenibili, riciclabili e ipoallergenici, nessun contatto diretto della plastica con le zone più sensibili del corpo. Il cotone viene coltivato in Turchia, senza pesticidi e senza prodotti chimici, rispondendo a una logica circolare spinta al massimo: una volta usato, l’intimo può essere compostato.

Em & May  – L’inclusività diventa una seconda pelle

@em&may
@em&may

Em & May non nasce come marchio di lingerie, ma come marchio di costumi da bagno. Fondata da Emilie in Canada, l’avventura inizia con capi su misura, prima per le amiche e familiari, poi per una clientela crescente alla ricerca di capi davvero adatti alla loro morfologia. Questo approccio rimarrà il fulcro centrale del marchio. Oggi, Em & May propone un sistema esclusivo di 27 taglie, permettendo a ogni cliente di sentirsi a proprio agio con ciò che indossa. I tessuti provengono principalmente da deadstock già presenti in Canada, la produzione viene realizzata a Montreal e i capi sono realizzati su ordinazione per evitare la sovrapproduzione. In termini di stile, il marchio osa il colore, gli abbinamenti inaspettati e il pizzo, dimostrando che inclusività non è mai sinonimo di neutralità.

Fruity booty: quando circolarità rima con sensualità 

@fruitybooty

Fruity Booty si è imposto come marchio di riferimento per le it girl della Gen Z, da Charli XCX ad Addison Rae. Fondato a Londra da Hattie Tennant, punta su un approccio circolare: l’80% delle collezioni è realizzato con tessuti di recupero o stock inutilizzati, in serie limitate che spingono a riflettere sull’atto d’acquisto e ad adottare un approccio più consapevole agli acquisti. Inconfondibile tra tutte, Fruity Booty coltiva uno stile all’avanguardia fatto di tessuti trasparenti, pois e colori vivaci. Sempre in anticipo sulle tendenze, sostiene e alimenta il movimento che consiste nel mostrare la propria biancheria intima piuttosto che nasconderla, facendo della lingerie un capo di moda a tutti gli effetti.

Rita intimates: la lingerie vintage come manifesto 

@rita_intimates

Rita Intimates nasce da un’idea semplice ma radicale: rivalutare invece di produrre. La fondatrice Valentine Cascailh seleziona lingerie d’archivio:prodotti quasi nuovi provenienti da deadstock o di seconda mano di alta qualità. Gli slip sono nuovi, mentre i reggiseni e le camicie da notte sono stati accuratamente restaurati. Il marchio presenta marchi iconici come La Perla, Dolce & Gabbana, Miu Miu eBlumarine. Ma non si tratta solo di rivalorizzare un capo o un pezzo d’archivio, Rita Intimates rivendica uno sguardo: il female gaze. Le immagini e la comunicazione sono pensate per piacere alle donne, non per soddisfare le fantasie maschili. Dalla XXS alla XXL, il marchio celebra la diversità dei corpi. Il marchio non ha ancora un sito web o un punto vendita propri, ma la sua selezione è disponibile da Bimbo, boutique vintage nel quartiere del Marais.

Yasmine Eslami : l’eleganza che sfida il tempo

@louisemeylan
@dominiquerichon

Dal 2011, il marchio omonimo di Yasmine Eslami incarna un approccio diverso alla lingerie responsabile. Nessun discorso clamoroso, ma un guardaroba sostenibile, riconoscibile per le sue linee pulite e i pizzi delicati. Con la sua linea Upcyclace, il marchio esplora l’upcycling utilizzando pizzi esistenti. I capi sono realizzati in Portogallo con tessuti provenienti dall’Europa, in particolare da Germania e Italia. Yasmine Eslami è un punto di riferimento nel mondo della lingerie e della moda, ma mantiene una certa discrezione, quasi preziosa, che contribuisce alla sua credibilità.

Materiali selezionati con cura, scelte consapevoli, produzioni etiche, storie sincere. La lingerie non è più un vezzo da nascondere, ma una dichiarazione da indossare sulla pelle. La prova che la sensualità può (e deve) essere anche una scelta consapevole.

Articolo di Julie Boone.