Moda uomo: la Parigi FW26 reinventa il guardaroba maschile

Feb 3, 2026 | Brands, Culture, Fashion

Dopo le polemiche che hanno agitato Milano, la Fashion Week Uomo Autunno-Inverno 2026 di Parigi si svolge in un’atmosfera più ovattata. La capitale francese sceglie un tono quasi introspettivo, privilegiando un approccio riflessivo che mette in primo piano Maison decise a ridefinire i confini del guardaroba maschile. Nasce così una nuova grammatica dello stile, volutamente libera dagli stereotipi di genere ma sempre attenta alla funzione reale dei capi e al loro utilizzo quotidiano. Tra i segnali più forti di questa edizione emergono gli accessori — in particolare la borsa, ormai pienamente integrata nel lessico del menswear — insieme a una palette cromatica intensa e vibrante.

La borsa, il nuovo statement del guardaroba maschile 

Non più semplice accessorio femminile, la borsa si inserisce con naturalezza nel guardaroba maschile dell’Autunno-Inverno 2026. Da 3.Paradis dove diventa parte integrante dell’outfit: il modello bowling si porta a mano o stretto sotto il braccio, come un pacco, pensato per integrarsi con disinvoltura nel look. Un’estetica studiata nei dettagli, che si trasforma in ponte ideale per conquistare anche i più scettici.

@3.PARADIS @nowfashion

Anche Louis Vuitton segue questa direzione con una proposta che spinge la funzionalità all’estremo. Per la stagione, Pharrell Williams firma una Speedy reversibile in cui anche i manici si adattano, trasformando la borsa in un oggetto ibrido, versatile, pensato per un uomo che vuole conciliare stile e praticità. Qui, la borsa non è più un semplice complemento: è il fulcro centrale della silhouette. Da AMI Paris, gli auricolari con filo diventano collane, accessori di stile che riscrivono la funzione. La logica è chiara: praticità e estetica non sono più in opposizione, ma si fondono.

@louisvuitton

L’accessorio diventa anche un espediente per esprimere una visione genderless dello stile. Da Sonia Carrasco, uomini e donne sfilano insieme, indossando la stessa borsa baguette, senza distinzioni né gerarchie. Il messaggio è chiaro: la borsa non appartiene più a un genere. È uno strumento, un compagno quotidiano, un simbolo di una rivoluzione che è già in atto. Oggi, ciò che ieri era percepito come “audace” è ormai parte integrante del guardaroba maschile

La nuova mascolinità? Libera e colorata 

Questa stagione parigina si distingue anche per l’esplosione cromatica. Da EGONLAB, le piume spodestano le camicie, portate aderenti e declinate in tinte decise e vibranti. Addio silhouette fredde e monocromatiche: il duo creativo esplora una mascolinità espressiva e sensibile, dove colore e texture diventano linguaggio.

@EGONLAB

Da Dries Van Noten, per la sua seconda collezione a capo della linea uomo, Julian Klausner propone una sorta di patchwork emotivo. Le prime silhouette evocano un’innocenza infantile, per poi virare verso riferimenti agli sport invernali degli anni ‘70. Righe, maglioni, sciarpe e borse dialogano tra loro, mentre i tessuti giocano su contrasti raffinati: la lana domina, la seta sorprende, dando vita a look fluidi, rari nel menswear. The Art of Moving On è il titolo di questa collezione in cui le epoche e i sentimenti si stratificano come un invito ad andare avanti senza rinnegare il passato.

@driesvannoten
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Questa idea di costruzione progressiva riaffiora anche da Sonia Carrasco, dove cuciture evidenti, fili pendenti e giacche volutamente incompiute suggeriscono una mascolinità ancora in costruzione. I capi sembrano prendere forma davanti agli occhi del pubblico, che entra così nel cuore del processo creativo, nell’intimità dell’atelier.

@yohjiyamamotoofficial
@yohjiyamamotoofficial

Infine, Yohji Yamamoto offre una visione radicalmente diversa, quasi post-apocalittica. Le silhouette si proteggono, si nascondono, si avvolgono. Cappelli realizzati con tappi di bottiglia, giacche da ufficiale dal sapore militare, accessori decontestualizzati: l’idea di sopravvivenza sfila con i modelli. Un crescendo che culmina con la doppia apparizione del rapper franco-congolese Jolagreen, incarnazione di una mascolinità plurale, al crocevia tra epoche, culture e identità.

Attraverso silhouette in continuo divenire, gli stilisti tracciano i contorni di un guardaroba maschile che si scrolla di dosso, progressivamente, le imposizioni più rigide. Una moda che, in questa stagione, non punta a provocare, ma a costruire: il ritratto di un uomo contemporaneo, pratico ma consapevole,razionale ma profondamente sensibile.

Articolo di Julie Boone.