Gennaio segna da sempre l’inizio dell’anno della moda, una sorta di ritorno sui banchi per le Maison. Ma oltre ai calendari ufficiali, trovano spazio anche forme più libere di couture e sperimentazione. Questo nuovo format firmato SNSP si concentra proprio su quelle zone periferiche dove emergono nuove voci, si delineano tendenze e nascono proposte sorprendenti. Focus su cinque momenti moda che hanno segnato questo mese di gennaio.
Barrette xxl da agganciare ovunque – Beata Rydbacken
Questa stagione la stilista svedese Beata Rydbacken, nota per le sue collaborazioni con il designer di oggetti Gustaf Westman ha messo in primo piano la propria linea di abbigliamento e accessori. Ma sono state le barrette per capelli dalle dimensioni esagerate e una sciarpa realizzata con capelli ultra realistici a diventare virali.


Come Westman, anche Rydbacken ha un forte senso del marketing e dell’immagine. Invece di presentare le sue barrette, proposte in quattro colori, su una classica testa di manichino, ha scelto la frangia come strumento di styling. L’impatto visivo è sorprendente e la diffusione immediata: il post ha già totalizzato decine di migliaia di like su Instagram. Un accessorio virale che si fa strada senza sforzo nei editoriali di moda, sulle borse delle it girl o come dettaglio ludico nelle acconciature più eccentriche.
Il debutto nell’alta moda di Immendorff
La stilista e costumista Ida Immendorff, figlia degli artisti Oda Jaune e Jörg Immendorff, ha presentato la sua prima collezione couture, intitolata “Hi, Way to Heaven?”, in un’ambientazione profondamente poetica. I tessuti completamente bianchi evocano i teli usati per coprire le opere d’arte. Una scelta cromatica radicale, che conferisce alla collezione un’unità quasi spettrale.



Le silhouette, tutte vestite di bianco, evocano creature provenienti da un altro mondo. Delicati pizzi, maschere, corna, cappucci e cappelli a punta si combinano per creare un universo onirico. Se la monocromia potrebbe sembrare uniforme, ogni look si distingue per costruzione e simbolismo, come frammenti di storie diverse.
Con questa prima proposta, Ida Immendorff afferma una visione singolare, in cui la moda diventa un linguaggio quasi rituale.
Capelli colorati e acconciature inaspettate sul runway

Questa stagione, l’acconciatura assume un nuovo ruolo all’interno delle collezioni. Capelli volutamente raccolti, volumi lavorati in stile pouf che ricordano Maria Antonietta, ciocche colorate e lunghezze irregolari definiscono il look. Il team glam, trucco e capelli, gioca un ruolo cruciale nel potere narrativo delle collezioni, soprattutto da Comme des Garçons Homme Plus, Yohji Yamamoto e Charles Jeffrey LOVERBOY, dove le acconciature completano l’intenzione della collezione.
Da Rick Owens, Kiko Kostadinov e LOVERBOY, ciocche luminose ricadono sugli occhi, distorcendo la percezione del viso e, di conseguenza, del capo. L’acconciatura agisce come un filtro visivo, offuscando i punti di riferimento e accentuando la carica drammatica dei look.
La mascolinità reinventata di Lazoschmidl
Il duo Lazo + Schmidl mette in discussione i codici maschili con intelligenza e umorismo. In una vetrina affacciata sulla strada, tre modelli svolgono le faccende domestiche: piegano, stirano, provano gli abiti. Attività tradizionalmente associate alle donne e spesso invisibili, diventano qui performance che ridefiniscono la nozione di mascolinità.


La collezione porta lo slogan “healthy masculinity”, stampato su felpe e canotte, rivendicando una mascolinità aperta, creativa e attenta. Mostrare pubblicamente uomini impegnati in faccende quotidiane è un messaggio forte, soprattutto in un momento in cui il maschilismo tradizionale tende a riaffermarsi.
Lazoschmidl non si limita a presentare la sua linea d’abiti: invita a riflettere sui ruoli di genere, sulla rappresentazione dell’uomo nello spazio domestico e sul modo in cui la moda può diventare strumento di denuncia e trasformazione sociale.
Charles Jeffrey reinventa la sfilata
Nei sotterranei del Dover Street Market di Parigi, lo stilista britannico ha trasformato la sua presentazione ufficiale in un’esperienza immersiva. La band Baby Berserk ha suonato dal vivo, mentre i modelli si muovevano a ritmo di musica, immersi in un universo visivo ricreato da pareti e pavimenti ricoperti di tele dipinte dallo stilista stesso.



Il format statico della passerella, con il pubblico seduto e impassibile, sembra ormai appartenere al passato. L’abito prende vita, respira, interagisce con lo spazio e con chi lo osserva. La sfilata diventa una performance, tra concerto e installazione artistica, nel pieno spirito punk rivendicato da LOVERBOY.
Gennaio dimostra che la moda non è più un susseguirsi di collezioni: è un campo da gioco, un laboratorio di idee, uno spazio in cui il bizzarro e l’avanguardia convergono. Tra maxi barrette virali, performance di alta moda e una mascolinità reinventata, questi momenti confermano che l’innovazione non conosce limiti né calendari.
Articolo di Julie Boone.







